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Regioni italiane: quante sono, elenco e verità sulla 21ª

Davide Riccardo Romano Ricci • 2026-05-19 • Revisionato da Chiara Romano

Basta una rapida occhiata a una cartina per vedere che l’Italia è un mosaico di regioni. Ma se chiedete a qualcuno quante sono, molti esitano: 20 o 21? Secondo la Costituzione della Repubblica Italiana (art. 114), le regioni sono ufficialmente 20. Eppure l’ombra della ventunesima regione – Lunezia – continua a riemergere. Facciamo chiarezza tra mito e realtà, tra elenchi e proposte mai realizzate.

Numero di regioni: 20 ·
Regioni a statuto speciale: 5 ·
Superficie totale: 301.340 km² ·
Popolazione totale: circa 58,9 milioni ·
Regione più grande: Sicilia (25.711 km²) ·
Regione più piccola: Valle d’Aosta (3.261 km²)

Panoramica rapida

1Fatti confermati
  • L’Italia ha 20 regioni ufficiali (Costituzione)
  • 5 regioni a statuto speciale (Costituzione)
  • Elenco stabile dal 1963 con la nascita del Molise (ISTAT)
2Cosa resta incerto
  • Perché molte persone credono ancora che l’Italia abbia 21 regioni (Treccani)
  • Se la proposta di Lunezia possa essere ripresa in futuro (Limes)
  • La differenza tra province autonome e regioni nella percezione comune (ISTAT)
3Segnale temporale
  • 1948: entrata in vigore della Costituzione che istituisce le regioni (Normattiva)
  • 1963: il Molise si separa dall’Abruzzo, 20ª regione (ISTAT)
  • Anni 1990: proposta di Lunezia come 21ª regione (mai realizzata) (Limes)
  • 2001: riforma del Titolo V che amplia l’autonomia regionale (Normattiva)
4Cosa viene dopo
  • Possibile dibattito sull’autonomia differenziata delle regioni (Costituzione)
  • Proposte di nuove regioni o riorganizzazioni territoriali (Limes)
  • Monitoraggio delle iniziative legislative in tema di ripartizione amministrativa (ISTAT)

Ecco una sintesi dei dati chiave sulle regioni italiane.

Dati chiave sulle regioni italiane
Caratteristica Valore
Capitale d’Italia Roma
Numero di regioni 20
Regione più grande Sicilia (25.711 km²)
Regione più piccola Valle d’Aosta (3.261 km²)
Regione più popolosa Lombardia (circa 10 milioni di abitanti)
Regioni a statuto speciale 5

Quante regioni ha l’Italia tra 20 o 21?

Quante regioni ci sono in Italia oggi?

Oggi l’Italia conta esattamente 20 regioni, come stabilito dalla Costituzione della Repubblica Italiana (art. 114 e 131). Di queste, 15 sono a statuto ordinario e 5 a statuto speciale. La confusione nasce spesso perché alcune persone includono le due province autonome di Trento e Bolzano come regioni separate, portando il conto a 21. In realtà, le province autonome fanno parte del Trentino-Alto Adige/Südtirol, che è una sola regione.

Il nodo

Il conteggio ufficiale dell’ISTAT e della Costituzione non lascia dubbi: 20 regioni. La percezione di 21 nasce da letture non aggiornate o da proposte politiche mai entrate in vigore.

Il dato ufficiale è chiaro: 20 regioni, ma la percezione pubblica può variare a causa di proposte storiche come Lunezia.

Quali sono le 20 regioni italiane?

Quali sono le regioni dell’Italia?

Le 20 regioni italiane sono, in ordine alfabetico: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino-Alto Adige/Südtirol, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto. Ogni regione ha un capoluogo che ne è il centro amministrativo. Ecco l’elenco completo con i relativi capoluoghi, tratto dal database ufficiale dell’ISTAT.

Elenco delle regioni italiane e rispettivi capoluoghi
Regione Capoluogo
Abruzzo L’Aquila
Basilicata Potenza
Calabria Catanzaro
Campania Napoli
Emilia-Romagna Bologna
Friuli-Venezia Giulia (statuto speciale) Trieste
Lazio Roma
Liguria Genova
Lombardia Milano
Marche Ancona
Molise Campobasso
Piemonte Torino
Puglia Bari
Sardegna (statuto speciale) Cagliari
Sicilia (statuto speciale) Palermo
Toscana Firenze
Trentino-Alto Adige/Südtirol (statuto speciale) Trento
Umbria Perugia
Valle d’Aosta (statuto speciale) Aosta
Veneto Venezia

La divisione geografica classica raggruppa le regioni in Nord (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna), Centro (Toscana, Umbria, Marche, Lazio) e Sud e Isole (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna). Le cinque regioni a statuto speciale – evidenziate in tabella – godono di maggiore autonomia legislativa e finanziaria rispetto alle altre .

Il quadro

Quindici regioni a statuto ordinario gestiscono le materie previste dalla Costituzione, mentre le cinque a statuto speciale hanno poteri aggiuntivi in settori come istruzione e sanità. La differenza non è solo formale: incide su tasse locali e servizi.

La lista completa e la divisione geografica confermano l’assetto stabilito dalla Costituzione.

Qual è la ventunesima regione italiana mai realizzata?

L’Italia ha mai avuto 21 regioni?

No, l’Italia non ha mai avuto ufficialmente 21 regioni. Tuttavia, a più riprese è stata avanzata la proposta di creare una 21ª regione chiamata Lunezia, che avrebbe unito territori della Toscana, dell’Emilia-Romagna e della Liguria. La rivista Limes (rivista di geopolitica) ha dedicato un approfondimento al tema, intitolato “Alla ricerca di Lunezia, 21a regione d’Italia”. L’idea, mai approvata dal Parlamento, prevedeva di creare un nuovo ente regionale per riequilibrare i pesi demografici e territoriali tra Nord e Centro.

Alla ricerca di Lunezia, 21a regione d’Italia

Il progetto di Lunezia è emerso negli anni Novanta durante le discussioni sul federalismo. Secondo l’analisi di Limes, la proposta avrebbe coinvolto le province di Massa-Carrara, La Spezia, Parma, Reggio Emilia e forse anche Lucca. Nonostante il sostegno di alcuni amministratori locali, l’iniziativa è naufragata per mancanza di consenso politico e per le complessità costituzionali. Oggi il termine “ventunesima regione” viene talvolta usato anche per indicare il Cilento o altre aree che rivendicano autonomia, ma nessuna è mai stata formalizzata.

In sintesi: Lunezia è il nome della proposta di 21ª regione mai realizzata. La confusione tra 20 e 21 regioni è alimentata da progetti politici mai attuati e dalla mancata comprensione del ruolo delle province autonome.

La proposta di Lunezia resta un episodio storico senza conseguenze sull’organizzazione attuale.

Perché le regioni italiane erano 21?

L’Italia ha 20 o 21 regioni?

L’Italia ha sempre avuto 20 regioni da quando la Costituzione è entrata in vigore nel 1948. L’unico cambiamento è avvenuto nel 1963, quando il Molise si è separato dall’Abruzzo, portando il numero da 19 a 20. Ma da allora il conto è rimasto invariato. Da dove arriva allora la convinzione di 21 regioni? Come spiega Treccani, alcune fonti non aggiornate – soprattutto turistiche o enciclopediche meno recenti – elencavano 21 entità includendo separatamente le due province autonome di Trento e Bolzano. Altre confondono le circoscrizioni elettorali (che sono 20 per la Camera ma includono anche la Valle d’Aosta come circoscrizione unica) con le regioni amministrative.

Quali sono le 24 regioni italiane?

Il numero 24 compare talvolta in vecchi atlanti geografici o in classifiche statistiche che suddividono l’Italia in 24 “regioni storiche” o “compartimenti”. ISTAT precisa che si tratta di una ripartizione puramente statistica, non amministrativa: le regioni amministrative restano 20. La confusione numerica è quindi frutto di sovrapposizioni tra criteri diversi.

“Le regioni d’Italia costituiscono il primo livello di suddivisione territoriale della Repubblica Italiana, nonché un ente pubblico dotato di autonomia…”

Wikipedia (enciclopedia libera) – definizione generale

L’implicazione: chi parla di 21 o 24 regioni confonde strumenti di classificazione diversi (amministrativi, statistici, storici) con l’unico dato ufficiale fissato dalla Costituzione.

Quali sono le regioni italiane a statuto speciale?

Regioni italiane a statuto speciale elenco

Le regioni a statuto speciale sono cinque: Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige/Südtirol, Friuli-Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna. La loro autonomia è garantita da statuti approvati con legge costituzionale. La Costituzione (art. 116) elenca queste regioni e definisce i principi della loro autonomia differenziata. La Sicilia e la Sardegna hanno una forma di autonomia ancora più ampia, con poteri esclusivi in alcune materie.

Differenza tra statuto ordinario e speciale

Le regioni a statuto ordinario esercitano le competenze legislative nelle materie elencate dall’art. 117 della Costituzione, entro i limiti dei principi fondamentali stabiliti dallo Stato. Le regioni a statuto speciale, invece, hanno una potestà legislativa primaria in un numero maggiore di materie, una maggiore autonomia finanziaria e – in alcuni casi – una forma di governo particolare. Per esempio, il Trentino-Alto Adige è suddiviso in due province autonome con poteri quasi regionali, ma formalmente non sono regioni separate. Il sito ufficiale della Regione fornisce dettagli sulle competenze. La differenza si traduce in risorse e servizi: le regioni a statuto speciale trattengono una quota maggiore di tributi riscossi sul loro territorio.

“Le cinque regioni a statuto speciale sono Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna.”

Senato della Repubblica (istituzione parlamentare) – guida all’ordinamento regionale

In sintesi: Le regioni a statuto speciale non sono “extra” rispetto al conto di 20 – sono incluse in quel numero. La loro autonomia è più forte, ma non cambia la suddivisione amministrativa della Repubblica.

Le regioni a statuto speciale fanno parte integrante delle 20 regioni, con autonomie più ampie ma senza alterare il numero complessivo.

Linea temporale: tappe fondamentali

  • 1948 – Entrata in vigore della Costituzione che istituisce le regioni (Normattiva)
  • 1963 – Il Molise si separa dall’Abruzzo, diventando la 20ª regione (ISTAT)
  • 1970 – Prime elezioni regionali in tutte le regioni a statuto ordinario
  • Anni 1990 – Proposta di Lunezia come 21ª regione (mai realizzata) (Limes)
  • 2001 – Riforma del Titolo V che amplia l’autonomia regionale (Normattiva)

Il filo conduttore: la storia delle regioni italiane è una storia di progressivo decentramento, non di aumento del loro numero.

Il quadro tra certezze e incognite

Fatti confermati

  • L’Italia ha 20 regioni ufficiali (Costituzione)
  • Le 5 regioni a statuto speciale sono Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia, Trentino-Alto Adige
  • L’elenco regioni e capoluoghi è stabile dal 1963 (ISTAT)

Cosa resta incerto

  • Perché molte persone credono ancora che l’Italia abbia 21 regioni (Treccani)
  • Se la proposta di Lunezia possa mai essere ripresa (Limes)
  • La differenza tra province autonome e regioni nella percezione comune (ISTAT)

“Articolo ‘Alla ricerca di Lunezia, 21a regione d’Italia’ che analizza le proposte storiche.”

Limes (rivista di geopolitica) – approfondimento sulla 21ª regione

“Le regioni d’Italia costituiscono il primo livello di suddivisione territoriale della Repubblica Italiana, nonché un ente pubblico dotato di autonomia…”

Wikipedia (enciclopedia libera) – definizione generale

Per il lettore che cerca chiarezza, il punto fermo è uno: l’Italia ha 20 regioni, e la storia della ventunesima è un mito geopolitico più che una possibilità concreta. Chi oggi guarda alla riforma dell’autonomia differenziata deve fare i conti con questo dato di realtà: ogni ipotesi di riorganizzazione territoriale parte dal numero stabilito dalla Costituzione.

Domande frequenti

Qual è la regione più piccola d’Italia?

La regione più piccola è la Valle d’Aosta, con 3.261 km² (ISTAT).

Quante regioni hanno statuto ordinario?

15 regioni hanno statuto ordinario; le altre 5 hanno statuto speciale (Costituzione).

Qual è la regione più grande per superficie?

La Sicilia, con 25.711 km² (ISTAT).

Qual è la regione più popolosa?

La Lombardia, con circa 10 milioni di residenti (ISTAT).

Cosa significa statuto speciale per una regione?

Significa maggiore autonomia legislativa e finanziaria rispetto alle regioni a statuto ordinario, sancita da una legge costituzionale (Costituzione art. 116).

Le province autonome di Trento e Bolzano sono regioni?

No, fanno parte della regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, che è una delle 20 regioni. Le province autonome hanno poteri simili a quelli di una regione, ma non sono regioni separate (ISTAT).



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