Trovare un medico di base in Italia sta diventando più difficile del previsto. In almeno 18 regioni, i bandi per le nuove assunzioni restano deserti, mentre migliaia di professionisti si avvicinano alla pensione. Ma di quanti medici parliamo davvero, e cosa sta cambiando nel 2026? Ecco cosa sappiamo — e cosa ancora no.

Medici di famiglia in Italia: 10.671 titolari nel 2022 · Medici ogni 100.000 abitanti: 18 · Carenze stimate: oltre 5.700 in 18 regioni

Panoramica rapida

1Fatti confermati
2Cosa resta incerto
  • Impatto effettivo delle regole 2026 sui territori
  • Esatto stipendio per singolo medico con 1.500 pazienti
  • Quanti giovani medici effettivamente raggiungeranno la professione
3Segnale temporale
  • 2022: 10.671 medici titolari rilevati
  • 2019-2024: calo di 5.197 unità
  • 2026: nuovi accordi regionali in vigore
4Cosa viene dopo
  • Proposta di legge Forza Italia: 38 ore settimanali
  • Nuovo contratto 2026: aumento 5,78%
  • Esame Camera avviato il 24 febbraio 2026

I dati disaggregati per regione mostrano come il deficit si concentri nelle aree più popolate del Paese.

Dato Valore Fonte
Numero medici titolari 10.671 (2022) Fondazione Gimbe
Punti guardia medica 2.831 (2022) InSalute News
Carenze totali Oltre 5.716 Fondazione Gimbe
Stipendio range 52.500-160.000 euro Panorama della Sanità
Media assistiti per medico 1.383 Fondazione Gimbe
Rapporto ottimale 1.200 assistiti Sky TG24
Pensionamenti entro il 2028 8.180 Sky TG24
Borse 2025 2.228 Sky TG24

Perché non ci sono più medici di base?

La carenza di medici di medicina generale in Italia ha raggiunto livelli critici. Secondo i dati SISAC riportati dalla Fondazione Gimbe, mancano 5.716 unità distribuite in 18 Regioni e Province autonome.

Bandi deserti e allarme carenze

I bandi per le nuove sedi vacanti restano frequentemente senza candidati. Tra il 2019 e il 2024 il numero di MMG è diminuito di 5.197 unità, un calo che non accenna a fermarsi. La Lombardia registra la carenza più grave tra le grandi regioni: 1.540 MMG mancanti, seguita dal Veneto con 747 e dalla Campania con 643.

La fotografia regionale

Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358) completano il quadro delle regioni più in difficoltà. Non si registrano carenze in Basilicata, Molise e Sicilia.

Il dato aggregato fotografa una crisi strutturale: le regioni che perdono più medici sono anche quelle con la domanda di assistenza più elevata.

Dati Gimbe sulle mancanze

Ogni medico di medicina generale in Italia assiste in media 1.383 assistiti, ben oltre il rapporto ottimale di 1.200 per medico indicato da Sky TG24. In Lombardia il 74% dei medici di base supera i 1.500 assistiti, mentre in Veneto il 70% arriva a 1.500 pazienti, con punte fino a 2.000.

Entro il 2028 sono previsti 8.180 pensionamenti di medici di famiglia secondo le stime della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg). A fronte di ciò, nel 2025 le borse di studio per la formazione in medicina generale scendono a 2.228, con un calo del 15% rispetto al picco del 2021.

Il gap stimato tra nuovi ingressi e pensionamenti supera i 2.700 medici di famiglia, e almeno il 20% degli iscritti ai corsi di formazione abbandona il percorso prima del completamento.

— Fondazione Gimbe: analisi su dati SISAC

L’implicazione è chiara: il sistema sta consumando il capitale umano più rapidamente di quanto riesca a rinnovarlo. Le carenze regionali non sono distribuite casualmente — colpiscono le regioni più popolose, proprio dove la domanda di assistenza è più alta.

Quanto prendono i medici di base in Italia?

La retribuzione dei medici di medicina generale varia in base al numero di assistiti, agli anni di attività e agli accordi regionali vigenti.

Range stipendi da 52.500 a 160.000 euro

Il nuovo contratto 2026 prevede un aumento salariale medio del 5,78% per il triennio per i 60.000 medici di medicina generale. Il compenso base deriva dall’Accordo Collettivo Nazionale, ma la componente variabile può incidere significativamente sul totale.

Per un medico con 1.500 assistiti — il massimale standard — il guadagno annuo lordo si colloca indicativamente tra 80.000 e 120.000 euro, mentre i professionisti con carichi inferiori o superiori possono attestarsi su valori diversi. Le retribuzioni più alte si registrano nelle regioni settentrionali e nei grandi centri urbani.

Guadagno con 1.500 pazienti

Secondo gli accordi vigenti, l’Accordo Collettivo Nazionale fissa a 1.500 il numero massimo di assistiti per MMG, con possibilità di aumentarlo fino a 1.800 in casi particolari. Tramite deroghe locali il massimale può superare 1.800, arrivando fino a 2.000 nella Provincia autonoma di Bolzano.

Formazione e borse di studio

Le borse dei corsi regionali di medicina generale sono ferme a circa 900 euro al mese, contro i 1.600 degli specializzandi universitari. Dal nuovo anno accademico 2025-2026 la retribuzione base cresce del 5%, ma il divario resta significativo.

Il paradosso: medici in formazione guadagnano meno della metà dei colleghi universitari, eppure il percorso per diventare MMG richiede comunque anni di specializzazione. Questo divario contribuisce all’abbandono del 20% degli iscritti ai corsi di formazione.

La conseguenza diretta del sottofinanziamento delle borse è una riduzione dell’attrattività della professione proprio nel momento in cui i pensionamenti accelerano.

Qual è il numero massimo di pazienti che può avere un medico di base?

Il rapporto tra medici di medicina generale e assistiti è regolato dall’Accordo Collettivo Nazionale, ma le deroghe locali rendono il quadro più complesso.

Limiti dall’assistenza sanitaria distrettuale

L’Accordo Collettivo Nazionale fissa a 1.500 il numero massimo di assistiti per MMG, con possibilità di aumentarlo fino a 1.800 in casi particolari. La Provincia autonoma di Bolzano rappresenta un’eccezione: qui il massimale può arrivare a 2.000 pazienti.

Dati Ministero della Salute

I dati del Ministero della Salute, elaborati dalla Fondazione Gimbe, mostrano che la media nazionale è di 1.383 assistiti per medico — ben oltre lo standard ottimale di 1.200. In Veneto il 70% dei medici supera i 1.500 assistiti.

Nel 2025 gli over 65 in Italia erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà affetti da due o più malattie croniche. Questo significa che i medici esistenti non solo sono pochi, ma hanno anche pazienti più complessi da gestire.

Il trade-off è evidente: per coprire le carenze, si accetta di sovraccaricare chi rimane in servizio — con conseguenze dirette sulla qualità dell’assistenza.

L’effetto combinato di carichi più alti e pazienti più anziani mette sotto pressione la continuità assistenziale.

Quali sono le nuove regole per i medici di base nel 2026?

Il 2026 porta con sé cambiamenti significativi nel panorama normativo della medicina generale italiana.

Accordi regionali dal 1° gennaio 2026

Dal nuovo anno accademico 2025-2026 entrano in vigore gli accordi regionali aggiornati. Il nuovo contratto prevede un aumento salariale medio del 5,78% per il triennio per i 60.000 medici di medicina generale, come riporta Panorama della Sanità.

Cambiamenti nell’assistenza primaria

La Commissione Affari sociali della Camera ha avviato l’esame della proposta di legge il 24 febbraio 2026. Tra i punti chiave: 38 ore settimanali complessive di lavoro per i medici di famiglia. La proposta, firmata da Forza Italia, prevede anche un nuovo ruolo nelle Case della Comunità.

Le ore minime per legge

Per medici con massimale non inferiore a 1.500 pazienti sono previste almeno 20 ore per l’attività a ciclo di scelta e 18 ore per l’attività oraria. Per chi ha 500-1.500 assistiti, 15 ore. Per chi ha meno di 500 pazienti, le ore minime scendono a 10.

La quota variabile del compenso — fino al 30% legata agli obiettivi di salute — introduce un meccanismo di performance che potrebbe modificare gli incentivi economici. La medicina generale registra la carenza maggiore con 5.716 medici mancanti, seguita da pediatria con 3.300.

Quello che resta da vedere è quanto tempo servirà perché queste riforme producano effetti concreti sul territorio, mentre i pensionamenti continuano a sommarsi.

L’adozione di un sistema a quote variabili introduce un elemento di incertezza retributiva che potrebbe influenzare le scelte professionali dei giovani medici.

Come si chiamano oggi i medici di base?

La terminologia per designare il medico di medicina generale ha subito alcune precisazioni negli anni.

Medico di medicina generale (MMG)

Il termine tecnico corretto è medico di medicina generale (MMG). È il professionista che ha completato il corso di formazione specifica in medicina generale e opera nell’ambito dell’assistenza primaria del Servizio Sanitario Nazionale.

Medico di assistenza primaria (MAP)

In alcuni documenti ufficiali si parla di medico di assistenza primaria (MAP), con particolare riferimento alla funzione svolta nei confronti della popolazione assistita. Non esiste una differenza sostanziale: entrambi i termini identificano lo stesso professionista.

La distinzione con il medico curante è sottile: curante è un termine più generico che indica il medico a cui ci si rivolge abitualmente, indipendentemente dal suo ruolo istituzionale nel SSN.

In sintesi: Il medico di medicina generale è il pilastro dell’assistenza territoriale italiana — ma sta invecchiando e diminuendo numericamente. Per i pazienti, questo si traduce in tempi di attesa più lunghi e maggiore difficoltà a trovare un professionista disponibile; per il sistema sanitario, serve un intervento strutturale su borse di studio, stipendi competitivi e riforme normative — non solo annunci.

Letture correlate: Governo Italiano – Struttura, Composizione e Funzionamento · Fisco Italiano – Guida Completa a Struttura e Servizi

Fonti aggiuntive

i-com.it, quotidianosanita.it

Secondo l’ultima analisi Fondazione GIMBE, al 1° gennaio 2025 mancano oltre 5.700 medici di medicina generale distribuiti sul territorio nazionale.

Domande frequenti

Chi è il medico di base?

Il medico di base, o medico di medicina generale (MMG), è il professionista sanitario che fornisce l’assistenza sanitaria di primo livello a livello territoriale. È la figura di riferimento per la salute della famiglia e il primo punto di contatto con il Servizio Sanitario Nazionale.

Come prenotare un appuntamento con il medico di base online?

La prenotazione online dipende dalla regione e dall’ASL di appartenenza. Molte regioni offrono portali regionali dedicati (come fascicolo sanitario elettronico o app dedicate). È possibile anche prenotare telefonicamente chiamando lo studio del medico o il centralino dell’ASL.

Qual è la differenza tra medico curante e medico di base?

Non esiste una differenza sostanziale: medico di base è il termine istituzionale, mentre “curante” indica genericamente il medico a cui ci si rivolge abitualmente. Il medico di base è iscritto negli elenchi dell’ASL e ha un accordo col Servizio Sanitario Nazionale.

Come funziona l’app per il medico di base?

Alcune regioni hanno attivato app mobili per l’accesso ai servizi del SSN, incluse le funzionalità di prenotazione visite e consulto col proprio medico di famiglia. La disponibilità varia per regione. Verificate sul sito della vostra ASL di appartenenza.

Dove trovare recensioni dei medici su MioDottore?

MioDottore è una piattaforma che raccoglie recensioni di pazienti sui medici. Cercando il nome del professionista sul sito o l’app è possibile consultare le valutazioni. Ricordate che le recensioni riflettono esperienze individuali e non sostituiscono una valutazione professionale.

Quali sono i requisiti per diventare medico di base?

Per diventare medico di medicina generale è necessario laurearsi in Medicina e Chirurgia, superare l’esame di Stato, iscriversi all’Albo, e completare il corso di formazione in medicina generale della durata di 3 anni, concluso da un esame finale.

Come cambiare medico di base in Italia?

Per cambiare medico di base è necessario rivolgersi all’ASL di competenza, presentare la richiesta di revoca della scelta e contestualmente indicare il nuovo medico prescelto, verificando che accetti nuovi assistiti. Il cambio è generalmente gratuito.